SEMINARI: Il dissesto idrogeologico.

SEMINARI: Il dissesto idrogeologico.

Workshop
Il dissesto idrogeologico:
La Finanziaria 2010 e la normativa del Piano Casa nella Regione Lazio (L.R. 21/09)
Aula Magna Blocco D, Edificio DiSA/CIME, Università della Tuscia, Viterbo
Saluti: Prof.ssa Anna Maria Fausto, Tolmino Piazzai, Dott. Pietro Leoni, Prof.ssa M.Pia Ragionieri, Prof. Vincenzo Piscopo
Intervenuti: Dott.ssa Federica Zolla, Dott. Paolo Felice, Ing. Giulia Arcangeli, Ing. Flaminia Tosini, Dott. Pietro Leoni
Giovedi 25 Marzo 2010 ore 9.00

Il dissesto idrogeologico: La Finanziaria 2010 e la nuova normativa del Piano Casa nella Regione Lazio
( L.R 21/09)

La giornata Studio dal titolo “Il dissesto idrogeologico: la finanziaria 2010 e la nuova normativa del Piano Casa nella Regione Lazio ( L.R 21/09)” vuole contribuire ad esaminare i principali interventi legislativi e di gestione del territorio su un tema di
strettissima attualità. I recenti tragici eventi ( Messina e Ischia) hanno messo in luce l’urgenza di un piano di riassetto idrogeologico che metta al primo piano la prevenzione dei rischi, la sicurezza della collettività, la fine di atti di speculazione e abuso del territorio. Le problematiche connesse al rischio idrogeologico ( abusivismo edilizio, estrazione illegali di inerti e cementificazione degli alvei, l’urbanizzazione caotica, l’antropizzazione delle aree a rischio) rappresentano l’oggetto di un’analisi ampia che tenga conto dello stato dell’arte ma che prospetti anche ipotesi di riforma. La situazione in materia di dissesto idrogeologico risulta aggravata anche dalle maggiori precipitazioni, quali conseguenze dei cambiamenti climatici, che contribuiscono ad eventi e disastri naturali con gravi impatti sull’ assetto del territorio e sull’incolumità delle persone.
La cattiva gestione del territorio, l’urbanizzazione intensa e incontrollata dei versanti, hanno causato un’amplificazione dei rischi legati alle calamità naturali. Sull’onda degli ultimi eventi, sono allo studio interventi legati al rischio idrogeologico.
In particolare l’art. 2 comma 240 della legge finanziaria n. 191 del 23 dicembre 2009 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2009 destina ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico (individuate dal
ministero dell'Ambiente, sentite le autorità di bacino e il Dipartimento della protezione civile) le risorse (pari a un miliardo di euro) assegnate dalla delibera Cipe del 6 novembre 2009 per interventi di risanamento ambientale attraverso la disponibilità del Fondo infrastrutture e del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale. La giornata può quindi costituire un importante momento di riflessione e di studio per affrontare quelle che rappresentano le principali novità legislative e i futuri adempimenti a cui l’Italia dovrà provvedere nei prossimi mesi per recepire la direttiva comunitaria 2007/60/CE . Una direttiva che va ad integrare la direttiva quadro sulle acque (la 2000/60/CE) e che all'elaborazione dei piani di gestione dei bacini idrografici (previsti dalla direttiva quadro) affianca anche l'elaborazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni che dovranno rientrare nella gestione integrata dei bacini idrografici. Il complesso quadro normativo che disciplina in modo diretto e indiretto la materia sul vincolo e dissesto idrogeologico non può non tener conto della recente approvazione della L.R. 21 /09 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale) cosiddetto Piano Casa per gli effetti e ripercussioni sul territorio.  La legge regionale, nel rispetto dei vincoli relativi ai beni culturali, paesaggistici e  ambientali, individua una serie di misure finalizzate al rilancio del settore dell’edilizia promuovendo l’adeguamento del patrimonio edilizio alla normativa antisismica, alla sostenibilità energetico ambientale attraverso specifici interventi di sostituzione, recupero e riqualificazione degli edifici esistenti. L’analisi dei profili giuridici che disciplinano il settore a livello comunitario e nazionale rappresenta il presupposto per un successivo approfondimento di carattere tecnico/pratico per una valutazione complessiva delle ripercussioni sul territorio e per evidenziare il contributo degli enti locali nella gestione del territorio stesso.
L’attività, tenuto conto dei molteplici profili, coinvolgerà il Dipartimento DISA e la cattedra di Diritto e legislazione dell’ambiente della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università della Tuscia in sinergia con il Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato La giornata studio, nel suo intento di fornire utili strumenti per una esame complessivo della materia, si rivolge a studenti universitari. Nell’ambito dell’incontro verranno forniti reports e documenti utili per l’inquadramento delle fattispecie esaminate.


25 marzo 2010, ore 9.00, Aula Magna Blocco D, Edificio DiSA/CIME
Largo dell’Università snc, Viterbo
Programma:


Saluti:

Prof.ssa Anna Maria Fausto Direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali
Università della Tuscia
Tolmino Piazzai Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo –
Dott. Leoni (Comandante del Corpo Forestale dello Stato - Viterbo
Prof.ssa Maria Pia Ragionieri Cattedra Europea Jean Monnet - Diritto e Legislazione dell’Ambiente – Università della Tuscia
Prof. Vincenzo Piscopo - Presidente del Corso di Laurea in Scienze Ambientali Università della Tuscia

Interventi:
Dott.ssa Federica Zolla (Università della Tuscia) - Quadro normativo generale -
Dott. Paolo Felice ( Università della Tuscia) - I recenti interventi legislativi ( L. 191/09)-
Ing. Giulia Arcangeli (Esperto e consulente ambientale) - La L.R. 21/09 in materia di misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale ( Piano casa): profili tecnici e ambientali4
Ing. Flaminia Tosini ( Dirigente Settore Ambiente Provincia di Viterbo) - I procedimenti amministrativi per la tutela del territorio-
Dott. Leoni (Comandante Corpo Forestale dello Stato—Viterbo) - Il ruolo e le nuove competenze del Corpo Forestale per la tutela del territorio